Parte del nostro team si impegna in un progetto da portare a termine entro l’anno. C’è un problema, nessuno conosce a fondo l’argomento.
Cosa fa la maggior parte delle persone in questo caso? Apre Google.
Ricerche, articoli, newsletter… dopo aver appreso grossomodo il tema, un modo per approfondire è proprio l’evento online – spesso gratuito – che trovi (e che ti trova) mentre navighi tra le giuste parole chiave.
A furia di masticare sempre più informazioni, il processo decisionale prende forma. Inizi a richiedere consulenze e a mettere le mani in pasta.
Se arrivasse l’ennesimo invito a partecipare a un evento online, la risposta sarebbe diffidente. Cosa succede invece quando si scopre che l’evento in questione è in presenza, logisticamente fattibile e vicino a me? Partecipo. Magari in compagnia.
Non è più una questione di apprendimento, in quel momento ho voglia di confrontarmi, di conoscere gente, di investire mezza giornata del mio tempo per andare ad ascoltare dal vivo l’autore o l’autrice del libro che ho acquistato per formarmi a inizio percorso.
Non si arriva direttamente all’evento in presenza, è un percorso graduale che coltiva l’interesse dell’utente partendo online. Quando si arriva al cuore del processo decisionale, non si tratta più di un’intenzione che lascia il tempo che trova: c’è un budget, c’è la volontà di realizzare concretamente quel progetto.
Quando hai pubblico in presenza vuol dire che il tuo evento, a quel pubblico, interessa veramente tanto. Succede tutti i giorni a tantissime persone. A quel pubblico lì devi dare tutto quello che puoi, perché ha già preso la sua decisione e farebbe di tutto per essere lì.
Soprattutto pagare per l’esclusività.
L’evento 2023 sarà quindi con meno persone, per meno giorni in presenza e con tutto il resto del pubblico da remoto.
Allora, cosa ne pensi? Hai trovato interessante questo argomento? Aspetta di leggere gli altri, stiamo preparando il terreno per gli eventi dei prossimi anni… 🔜