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European Accessibility Act e gli eventi: cosa cambia

3 min Articolo Event manager

Ultimo aggiornamento: 6 Settembre 2026 — di

Per anni l’accessibilità digitale in Italia ha riguardato quasi solo la pubblica amministrazione, tramite la Legge Stanca (Legge 4/2004). Le aziende private, salvo eccezioni, potevano ignorarla. Dal 28 giugno 2025 non è più così.

In quella data è entrato in vigore il D.Lgs. 82/2022, che recepisce in Italia la Direttiva UE 2019/882, nota come European Accessibility Act (EAA). Gli obblighi di accessibilità escono dal perimetro pubblico ed entrano nel privato, ma non per tutto e non per tutti: la norma copre un elenco chiuso di prodotti e servizi rivolti ai consumatori. Per chi organizza eventi la domanda giusta non è «sono obbligato?», ma «quale servizio, di chi, è coperto?».

Premessa: questo è un articolo informativo, non una consulenza legale. Per la tua situazione specifica rivolgiti a un consulente.

Cosa impone l’European Accessibility Act

Va tenuta separata l’accessibilità come buona progettazione (sottotitoli, contrasti, player navigabili da tastiera: vale per qualunque evento, obbligato o no) dall’obbligo di legge, che scatta solo per i servizi elencati dalla norma. L’EAA (D.Lgs. 82/2022, art. 1) copre in particolare: servizi di comunicazione elettronica, servizi che danno accesso a media audiovisivi (le piattaforme, non il singolo video aziendale), servizi di commercio elettronico rivolti ai consumatori, servizi bancari, e-book, elementi digitali del trasporto passeggeri, oltre a prodotti come computer, smartphone, terminali self-service e lettori e-book. Un webinar B2B su invito o un evento aziendale interno non è di per sé un «servizio EAA»; lo diventa, per esempio, la vendita online di biglietti a consumatori o una piattaforma di streaming aperta al pubblico. Nei casi coperti, i soggetti coinvolti devono garantire che i propri servizi e prodotti digitali siano accessibili alle persone con disabilità visive, uditive, motorie e cognitive. Lo standard di riferimento, nei fatti, è la conformità alle WCAG 2.1 livello AA. Gli adempimenti principali:

  • Conformità tecnica di siti, app, piattaforme e contenuti multimediali allo standard WCAG 2.1 AA.
  • Dichiarazione di accessibilità pubblicata, con il livello di conformità del servizio.
  • Meccanismo di feedback per segnalare problemi e chiedere alternative.

Per il mondo degli eventi il punto delicato sono i contenuti multimediali: video on-demand, registrazioni, piattaforme di streaming e di formazione.

Chi è obbligato (e chi è escluso)

La norma estende gli obblighi al privato, ma con tre filtri, da applicare in quest’ordine.

  • Il servizio è nell’elenco? Se non rientra fra quelli coperti (vedi sopra), l’EAA non si applica, qualunque sia la dimensione dell’azienda.
  • Da quando? Gli obblighi valgono dal 28 giugno 2025 per prodotti immessi sul mercato e servizi prestati da quella data; per i contratti di servizio già in corso al 28 giugno 2025 c’è un periodo transitorio fino al 28 giugno 2030, e i terminali self-service hanno regole proprie.
  • Sei una microimpresa che eroga servizi? L’esenzione vale per chi ha meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro (basta che uno dei due parametri stia sotto soglia). L’esenzione riguarda i servizi: chi produce o importa prodotti coperti non ne beneficia.

Tradotto per un event planner:

  • Se sei una microimpresa che eroga servizi, potresti rientrare nell’esenzione — ma verifica la tua posizione.
  • Se lavori per clienti grandi, molto probabilmente il committente è soggetto agli obblighi: e l’accessibilità dei contenuti dell’evento entra nel capitolato.
  • Chi era già soggetto alla Legge Stanca continua a esserlo: oltre alla PA, dal 2020 anche i privati con fatturato medio superiore a 500 milioni di euro negli ultimi tre anni.

La regola pratica: non chiederti solo «sono obbligato io?», ma «il mio cliente è obbligato?».

Le sanzioni

Il tema non è teorico. Per l’inosservanza dell’EAA in Italia il D.Lgs. 82/2022 prevede sanzioni amministrative che, a seconda della violazione, arrivano fino a 40.000 euro, oltre all’obbligo di rendere conforme il servizio. Per i soggetti già coperti dalla Legge Stanca, fino al 5% del fatturato annuo.

Lo standard tecnico: EN 301 549 e WCAG (2.1, non ancora 2.2)

Il riferimento tecnico armonizzato è la norma EN 301 549, che per il web richiede la conformità alle WCAG 2.1 livello AA. In Italia le Linee Guida AgID adottano questo impianto. Dettaglio spesso frainteso: la WCAG 2.2 è già pubblicata ma non è ancora il riferimento cogente nella normativa italiana, che continua a richiamare la 2.1. Le approfondiamo qui.

Cosa fare in pratica, da organizzatore

  1. Capire se e quale servizio è coperto. Prima chiediti se l’evento tocca un servizio dell’elenco (biglietteria online per consumatori, piattaforma aperta al pubblico); poi se il committente è soggetto all’EAA o alla Legge Stanca. In entrambi i casi metti l’accessibilità a contratto come deliverable; se non lo è nessuno dei due, resta comunque una scelta di qualità che allarga il pubblico.
  2. Mettere a norma i contenuti on-demand: sottotitoli, alternative testuali, audiodescrizione dove serve.
  3. Scegliere piattaforme e player conformi: la scelta tecnica è una scelta di accessibilità.
  4. Documentare: predisporre la dichiarazione di accessibilità e tracciare cosa è stato reso accessibile.

Domande frequenti

Dal 28 giugno 2025 tutti gli eventi devono essere accessibili?

No. L’obbligo scatta solo per i servizi elencati dalla norma (per esempio e-commerce verso consumatori o piattaforme di accesso a media audiovisivi), dal 28 giugno 2025 per i nuovi servizi e con transitorio fino al 2030 per i contratti in corso. Un evento aziendale o un webinar B2B non è di per sé coperto; le microimprese di servizi (meno di 10 dipendenti e fatturato oppure bilancio non oltre 2 milioni) sono esentate. Conta anche se il committente è obbligato: allora l’accessibilità entra nel capitolato.

Cos’è la dichiarazione di accessibilità?

Un documento pubblico in cui il fornitore dichiara il livello di conformità del servizio e indica come segnalare problemi.

Differenza tra EAA e Legge Stanca?

La Legge Stanca riguarda soprattutto la PA; l’EAA estende gli obblighi al privato. Convivono, ciascuno con il suo perimetro.

Disclaimer: contenuto informativo, aggiornato a settembre 2026 (fonte: FAQ AgID sull’accessibilità); non sostituisce una consulenza legale. Torna alla guida completa agli eventi accessibili.