Su 500 relatori che si vedono in un anno, circa 450 fanno le slide nello stesso modo: copia-incolla di testo da un sito o da un libro, corpo minuscolo, muri di parole, acronimi ovunque. Funziona male dal vivo. Funziona malissimo quando quel video finisce online e diventa contenuto on-demand.
La buona notizia: le slide accessibili sono la leva di accessibilità più economica che hai. Non richiedono post-produzione, si ottengono con un briefing. E c’è un bonus: se un relatore fa le slide bene e le racconta a voce, gran parte dell’audiodescrizione del video non serve più. Questo è il vademecum da girare ai tuoi speaker.
I 7 errori che vediamo a ogni evento
1. Contrasto insufficiente. Il testo deve avere almeno 4,5:1 rispetto allo sfondo (3:1 per il testo grande). Una slide a basso contrasto è una slide sbagliata, come una pagina web. Esistono tool gratuiti per verificarlo.
2. Testo troppo piccolo e troppo fitto. La slide non è un documento: poche parole, grandi. Una slide, un’idea.
3. Copia-incolla da libro o sito. Il muro di testo nasce da lì: va riscritto in forma sintetica.
4. Acronimi e gergo non spiegati. Ogni sigla non spiegata chiede al pubblico uno sforzo cognitivo gratuito. Se non tutti la conoscono, spiegala.
5. Informazioni affidate solo al colore. «Guardate la freccia rossa» taglia fuori chi non distingue quel colore (WCAG 1.4.1). Aggiungi un riferimento testuale o di posizione.
6. Non leggere (o non descrivere) ciò che si mostra. Se c’è un grafico e il relatore dice solo «come vedete qui», chi non vede non capisce. Descrivere a voce rende l’audio autosufficiente e azzera il costo dell’audiodescrizione.
7. Uscire dall’inquadratura. Online si sentono voci ma non si capisce chi parla. Tenere i relatori in campo è un requisito. Vedi gli errori da evento ibrido.
La regola del «self-test»
Prima di proiettare, guarda la slide come la guarderebbe chi non conosce l’argomento. Riesci a leggere tutto? Il contrasto regge? Capiresti il grafico senza la voce? Se la risposta è no, la slide va rifatta.
La mossa che salva l’on-demand: allega le slide accessibili
Quando salvi il video e lo pubblichi, allega le slide accessibili (o un link) sotto il video. Se sono già a norma di contrasto e leggibilità, coprono buona parte delle informazioni visive con sforzo minimo. L’ostacolo non è tecnico ma organizzativo: farsi consegnare le slide dai relatori. Mettilo nel briefing come deliverable esplicito, invece di rincorrerle dopo.
Briefing relatori: il paragrafo da copiare
Per garantire l’accessibilità dell’evento (in sala e nella registrazione), ti chiediamo di: usare slide con testo grande e contrasto elevato (min. 4,5:1); evitare muri di testo e copia-incolla; spiegare acronimi e termini tecnici; non affidare informazioni al solo colore; descrivere a voce ciò che mostri sullo schermo; restare nell’inquadratura. Ti chiediamo inoltre di consegnare le slide in formato accessibile entro [data].
Domande frequenti
Qual è il contrasto minimo per una slide accessibile?
4,5:1 per il testo normale, 3:1 per il testo grande (WCAG 1.4.3). Esistono tool gratuiti per verificarlo.
Posso usare gli acronimi nelle slide?
Quelli noti al tuo pubblico sì; ogni sigla che non tutti conoscono va spiegata.
Perché descrivere a voce ciò che mostro mi fa risparmiare?
Perché se l’audio contiene già le informazioni visive, il video on-demand non ha bisogno di un’audiodescrizione separata.
Torna alla guida completa o scopri quali criteri WCAG riguardano gli eventi.