VPN, firewall e l’IT che blocca l’app: perché i webinar «con installazione» muoiono in azienda
Last Updated on Agosto 8, 2026 by Marco Regazzo
Siamo stufi dei soliti glossari con definizioni noiose, anonime e generaliste. E sappiamo che anche tu preferiresti di gran lunga trovare le tue risposte grazie ad un collega con esperienza sul campo, che ti accompagni verso la comprensione e l’applicazione pratica, e non esclusivamente attraverso grigie nozioni tutte uguali.
Se ci abbiamo preso, accomodati pure: a spiegarti cos’è un KPI ci pensiamo noi, in questo primo articolo di ABC-Digital!
I Key Performance Indicator – da cui l’acronimo KPI – sono i “punti chiave” su cui viene basata una strategia. Non confonderli con dei semplici obiettivi: sono il punto focale su cui convergono tutte le attività, presenti e future.
Ti facciamo subito un esempio:
OBIETTIVI = mission
PROCESSI MISURABILI = KPI
Sono numeri, che servono a valutare le performance e verificare il raggiungimento degli obiettivi. Possono essere una base per prendere decisioni e raccolgono dati trasparenti, specchio della situazione reale della propria strategia.
I KPI infatti, per essere tali, devono possedere queste caratteristiche:
Un KPI non può essere astratto, è un obiettivo concretamente raggiungibile da monitorare e aggiornare nel tempo.
Sono fondamentali in una strategia, per questo sono definiti “chiave”. Ognuno di loro è legato a specifici risultati, non possono essere applicati a pacchetto. Determinano il progresso di una determinata attività, anche in confronto alla concorrenza.
Questa non è la domanda giusta da porsi. Quello che devi chiederti davvero, è “quali sono i KPI più importanti PER ME”. Il KPI è strettamente legato alla strategia, dato che serve a misurarla.
Non esiste una formula universale di strategia che garantisca il successo, va costruita su misura.
FOCUS → Gestione progetti by Primo Round
Generalmente, da 4 a 10. Ecco qualche esempio per aiutarti a capire quali KPI potresti considerare in base alla tua attività.
Chiediti: che risultato voglio ottenere? Che importanza ha? Come verrà misurato, con quale frequenza e da chi? Come riconoscerò di averlo raggiunto?
A tal proposito, ricorda che i KPI devono sempre essere raggiungibili: stabilire un traguardo abbordabile ti permetterà di conquistarlo, mantenerlo e monitorarlo più facilmente. Questo ti darà la carica per salire sempre più in alto, anche se a piccoli passi.
Viceversa, puntare da subito all’impossibile allunga i tempi di riuscita, scoraggia chi ci sta lavorando e abbassa le aspettative di successo. Non il migliore dei modi per affrontare una sfida!
Ti riportiamo un interessante metodo chiamato SMART (1981 – George T.Doran, Robert S.Ruben), acronimo di:
Specific: più è specifico, meglio è (interesse verso UN servizio > interesse verso tutti i servizi);
Measurable: come abbiamo già detto, deve essere misurabile e oggettivo;
Achievable: raggiungibile, per motivare l’andamento e non visualizzarlo come una chimera lontana;
Realistic: da definire in base alla realtà, quindi né irraggiungibile, né copiato da altre strategie solo perché con loro “ha funzionato”;
Time-Bound: delinearne il raggiungimento in un arco temporale specifico.
La gestione di un KPI non finisce al raggiungimento dell’obiettivo. Il monitoraggio è fondamentale e si articola in diverse fasi, tra cui:
Di tutte queste operazioni si occupa generalmente una persona incaricata di questa responsabilità, che oltre a raccogliere e analizzare i risultati, sa interpretarne il significato, per poi agire di conseguenza e mantenere, modificare o potenziare le attività in corso.
Come lo fa? Con l’aiuto di strumenti e tools adeguati. Uno su tutti, Google Analytics.
Perché saprai agire di conseguenza in base ai risultati. Ogni KPI trasforma un rapporto causa-effetto in un numero tangibile e misurabile, grazie al quale pianificare azioni future. È semplicemente ciò che fa la differenza tra una strategia che funziona, e una che fallisce.
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Last Updated on Agosto 8, 2026 by Marco Regazzo
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