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KPI: cosa sono, come si scelgono e come si monitorano

4 min Articolo Marketing & CMO

Ultimo aggiornamento: 16 Agosto 2026 — di

Siamo stufi dei soliti glossari con definizioni noiose, anonime e generaliste. E sappiamo che anche tu preferiresti trovare le risposte da un collega con esperienza sul campo, uno che ti porti alla comprensione e all’applicazione pratica, invece dell’ennesima nozione grigia uguale a tutte le altre.

Se ci abbiamo preso, accomodati: a spiegarti cos’è un KPI — e soprattutto come si sceglie e come si monitora — ci pensiamo noi.

Cosa sono i KPI nel Digital Marketing?

I Key Performance Indicator – da cui l’acronimo KPI – sono i “punti chiave” su cui viene basata una strategia. Non confonderli con dei semplici obiettivi: sono il punto focale su cui convergono tutte le attività, presenti e future.

Ti facciamo subito un esempio:

OBIETTIVI = mission
PROCESSI MISURABILI = KPI

Sono numeri, che servono a valutare le performance e verificare il raggiungimento degli obiettivi. Possono essere una base per prendere decisioni e raccolgono dati trasparenti, specchio della situazione reale della propria strategia.

I KPI infatti, per essere tali, devono possedere queste caratteristiche: 

  • chiari
  • misurabili
  • tangibili

Un KPI non può essere astratto, è un obiettivo concretamente raggiungibile da monitorare e aggiornare nel tempo.

Sono fondamentali in una strategia, per questo sono definiti “chiave”. Ognuno di loro è legato a specifici risultati, non possono essere applicati a pacchetto. Determinano il progresso di una determinata attività, anche in confronto alla concorrenza.

Quali sono i KPI più importanti?

Questa non è la domanda giusta da porsi. Quello che devi chiederti davvero, è “quali sono i KPI più importanti PER ME”. Il KPI è strettamente legato alla strategia, dato che serve a misurarla. 

Non esiste una formula universale di strategia che garantisca il successo, va costruita su misura.

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E allora come si sceglie un KPI? E soprattutto, quanti ne servono?

Generalmente, da 4 a 10. Ecco qualche esempio per aiutarti a capire quali KPI potresti considerare in base alla tua attività.

  • Awareness: impression, frequenza di rimbalzo;
  • Sales: numero degli ordini, carrelli abbandonati;
  • Social: engagement, traffico, click, download;
  • SEO: posizionamento keyword, tempo di permanenza su una pagina;
  • DEM: tasso di apertura, tasso di conversione, nuovi lead, disiscrizioni;
  • ADV: click through rate (CTR).

Chiediti: che risultato voglio ottenere? Che importanza ha? Come verrà misurato, con quale frequenza e da chi? Come riconoscerò di averlo raggiunto?

A tal proposito, ricorda che i KPI devono sempre essere raggiungibili: stabilire un traguardo abbordabile ti permetterà di conquistarlo, mantenerlo e monitorarlo più facilmente. Questo ti darà la carica per salire sempre più in alto, anche se a piccoli passi.

Viceversa, puntare da subito all’impossibile allunga i tempi di riuscita, scoraggia chi ci sta lavorando e abbassa le aspettative di successo. Non il migliore dei modi per affrontare una sfida!

Come sfruttare al massimo i KPI?

Ti riportiamo un interessante metodo chiamato SMART (1981 – George T.Doran, Robert S.Ruben), acronimo di:

Specific: più è specifico, meglio è (interesse verso UN servizio > interesse verso tutti i servizi);

Measurable: come abbiamo già detto, deve essere misurabile e oggettivo;

Achievable: raggiungibile, per motivare l’andamento e non visualizzarlo come una chimera lontana;

Realistic: da definire in base alla realtà, quindi né irraggiungibile, né copiato da altre strategie solo perché con loro “ha funzionato”;

Time-Bound: delinearne il raggiungimento in un arco temporale specifico.

Come si monitorano i KPI?

La gestione di un KPI non finisce al raggiungimento dell’obiettivo. Il monitoraggio è fondamentale e si articola in diverse fasi, tra cui:

  • controllo dei KPI obsoleti
  • adattamento della strategia nel corso degli anni e in seguito ad eventuali cambiamenti
  • documentazione e registrazione di dati e performance
  • calcolo dei costi (in termini di tempo, denaro, energia, ecc)

Di tutte queste operazioni si occupa generalmente una persona incaricata di questa responsabilità, che oltre a raccogliere e analizzare i risultati, sa interpretarne il significato, per poi agire di conseguenza e mantenere, modificare o potenziare le attività in corso.

Come lo fa? Con l’aiuto di strumenti e tools adeguati. Uno su tutti, Google Analytics.

Perché definire dei KPI sarà sempre la tua mossa vincente?

Perché saprai agire di conseguenza in base ai risultati. Ogni KPI trasforma un rapporto causa-effetto in un numero tangibile e misurabile, grazie al quale pianificare azioni future. È semplicemente ciò che fa la differenza tra una strategia che funziona, e una che fallisce.

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E se il punto di partenza non è la misura ma l’organizzazione, il passo prima è questo: organizzare eventi digitali, le 3 fasi da non trascurare.

Domande frequenti

Cosa sono i KPI nel digital marketing?

I Key Performance Indicator sono i punti chiave su cui si basa una strategia, non semplici obiettivi: sono numeri che servono a valutare le performance e a verificare il raggiungimento degli obiettivi. Per essere tali devono essere chiari, misurabili e tangibili — un KPI non può essere astratto. Se gli obiettivi sono la mission, i KPI sono i processi misurabili.

Quanti KPI servono a una strategia?

Generalmente da quattro a dieci, scelti in base all’attività: impression e frequenza di rimbalzo per l’awareness, numero di ordini e carrelli abbandonati per le vendite, engagement e click per i social, posizionamento delle keyword e tempo di permanenza per la SEO, tasso di apertura e disiscrizioni per le DEM, click through rate per l’advertising. La domanda giusta non è quali siano i più importanti, ma quali lo siano per te.

Cos’è il metodo SMART applicato ai KPI?

Un acronimo del 1981 che descrive cinque requisiti: Specific, più è specifico meglio è; Measurable, misurabile e oggettivo; Achievable, raggiungibile, per non farlo sembrare una chimera lontana; Realistic, definito sulla propria realtà e non copiato da altre strategie solo perché con loro ha funzionato; Time-Bound, con un arco temporale specifico entro cui va raggiunto.

Come si monitorano i KPI nel tempo?

La gestione non finisce al raggiungimento dell’obiettivo. Il monitoraggio comprende il controllo dei KPI obsoleti, l’adattamento della strategia negli anni e dopo eventuali cambiamenti, la documentazione di dati e performance, e il calcolo dei costi in termini di tempo, denaro ed energia. Serve una persona incaricata che, oltre a raccogliere e analizzare, sappia interpretare i risultati e agire di conseguenza.