Dossier Formazione & webinar 02 di 15

Problemi WEBINAR: 7 mine innescate di cui non tieni conto

Risponde a Devo formare 200 persone da remoto senza annoiarle
12 min Articolo HR & Formazione

Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2026 — di

Problemi WEBINAR: 7 MINE INNESCATE che possono esplodere e di cui non avevi tenuto conto.

Avere a che fare con la tecnologia significa accettare un livello ulteriore di rischio. Io lo ripeto sempre ai miei clienti: qualunque cosa si può rompere, anche un expobanner in tela, figurati un computer o qualsiasi altro componente tecnologico.

Il che non deve essere un freno all’uso di soluzioni più moderne e tecnologicamente avanzate (quando sono utili), quanto un ammonimento a prendere tutte le precauzioni.

In gergo tecnico si direbbe che ti devi dotare di un backup, e in alcuni casi, che i componenti utilizzati devono essere “ridondanti”, ossia: “se ne hai uno uguale di ricambio stai più tranquillo”.

Ci sono contesti in cui si può decidere di accettare il rischio e fregarsene del backup o della ridondanza.

Altri in cui non puoi permettertelo.

Nel primo caso farei rientrare tutte quelle situazioni a bassa visibilità o tendenzialmente statiche: se si rompe qualcosa puoi aspettare con calma che arrivi il pezzo sostitutivo dalla Svezia e non perdi dati o informazioni.

Per esempio, uno schermo nella hall con il video aziendale che gira è carino, ma se anche si rompe nessuno si mette a urlare; un pc a disposizione degli ospiti per navigare in Internet è sempre ben visto, ma se per una settimana non è disponibile nessuno ti farà causa…

Quando invece parliamo di eventi B2B, dove il target sono i tuoi clienti o potenziali tali, uno starnuto può trasformarsi in uno tsunami.

Se si rompe qualcosa, non è che non se ne accorge nessuno: al contrario, rischi una figura di m3rd4 interplanetaria che i tuoi clienti si racconteranno di generazione in generazione.

Tuttavia, come dicevo, questo non deve portarti a non usare la tecnologia: a volte è impensabile non farlo. In realtà è necessario prendere tutte le dovute precauzioni per evitare di saltare su qualche mina innescata.

Facciamo un esempio facile.

Se devi organizzare un Webinar (tipo evento B2B verso il proprio target di clienti e prospect) non puoi certo non avere a che fare con la tecnologia: è un evento online.

Sicuramente avrai dedicato molto tempo alla scelta della piattaforma tecnologica che dovrà ospitare il tuo Webinar: ci avrai pensato e ripensato, valutando le migliori alternative sul mercato, e ritenendo che se avessi scelto “quella giusta” il Webinar sarebbe stato un sicuro successo (colpa della comunicazione di quelle stesse piattaforme, che fanno passare il concetto di Webinar come cosa semplice).

Povero te. Non sai in che razza di campo minato ti sei appena infilato.

Per aiutarti a venirne fuori indenne ho stilato un breve elenco di cose che possono andare male, qualunque piattaforma tu abbia scelto, e che potrebbero seriamente compromettere il risultato del tuo evento online.

#1 “SI PIANTA TUTTO”

In effetti questa è l’unica situazione che dipende direttamente dalla piattaforma. Ci sono diversi modi di vivere questo scenario, che vanno dal molto inglese “Houston, abbiamo un problema…” al più verace “NON VA UN CA#%O!!!”.

In ogni caso il sintomo è questo: di punto in bianco la piattaforma si schianta o il pc che sta caricando il webinar online va nel mitico BSOD (Blue Screen Of Death… lo schermo blu di Windows).

Non c’è molto da fare in questi casi, mica puoi chiamare uno ad uno al telefono i partecipanti per scusarsi e dire che riprendete entro pochi minuti… li avrai persi. E il webinar resterà nella storia come uno dei più disastrosi dopo la presentazione di Windows 98 di Bill Gates.

Per evitare questa situazione c’è solo una cosa che puoi fare: leggerti la nostra guida webinar.

#2 Cade la connessione Internet

Ecco una cosa a cui non avevi pensato vero? Internet è sempre lì, sei abituato ad accendere il computer ed essere connesso… cosa significa “cade la connessione”?

Eppure capita.

Mi è successo di persona nel bel mezzo di un webinar con un cliente: andava tutto bene fino a che il provider Internet non ha tolto la linea per pochi minuti per una manutenzione che stava facendo agli impianti.

Ho imparato a mie spese che anche quando ti dicono 99,98% di uptime, quel 0,02% di down, se arriva al momento sbagliato, può fare un disastro.

Un webinar è tutto un evento online in cui ogni istante dalla sala di registrazione stai trasmettendo informazioni via internet al tuo pubblico. Cosa succede se di punto in bianco smetti di trasmettere? Dall’altra parte l’effetto è molto semplice: silenzio.

Dopo 30, 60 (guarda proprio al massimo 90) secondi di silenzio la gente sa che fa? Se ne va e te la sei persa per strada.

Il tempo che ci metterai a riattivarla sarà sempre maggiore di quanto il tuo pubblico ci impiegherà ad esaurire la pazienza.

Per far si che ciò non accada c’è la soluzione: esistono delle attrezzature che possono garantire la connessione ad Internet in qualsiasi circostanza. Per capirci, sono gli stessi strumenti con i quali l’FBI dota i suoi mezzi di trasporto per garantire la connessione SEMPRE, in qualunque momento.

Chiaro che non ti viene in mente di montarle nel tuo ufficio, dove se un wetransfer si scarica tra un’ora non è un problema che coinvolgerà la tua reputazione per gli anni a venire. Però quando fai un webinar non sei in una normale giornata lavorativa.

Devi mettere in sicurezza la tua rete e scansare la mina. Per farlo, affidati a professionisti.

#3 Il video o l’audio fanno schifo

Inutile che ti sbatti come un membro dell’intelligence a mettere al sicuro la tua connessione Internet se poi, mentre sei lì a spiegare come utilizzare il tuo prodotto, il contesto fa schifo.

Non andremmo mai a fare una presentazione con bretelle e jeans strappati col pelo della gamba di fuori (a meno che tu non sia un dandy d’altri tempi o uno di quegli hipster ora tanto di moda, ma poi dall’altra parte devi assicurarti che il tuo cliente “comprenda” appieno le subculture).

Allo stesso modo non possiamo presentarci sul monitor dei partecipanti curando poco il setting e l’audio che avvolgono il relatore.

Per esempio, è assolutamente vietato utilizzare una luce alle spalle di chi sta parlando (anche se si tratta di una finestra).

Anche se il tentativo fosse quello di assomigliare a Patrick Swayze alle porte del paradiso (anche se, pur volendo, la realtà potrebbe essere anni luce lontana dal film Ghost), l’effetto sarà comunque disturbante per chi osserva.

La telecamera che sta riprendendo compenserà il bagliore proveniente dallo sfondo, facendo diventare scuro il soggetto in primo piano, e quindi invisibile o quasi.

Allo stesso modo va evitata una lampada violenta puntata sul viso, altrimenti avrai l’effetto “spia sotto torchio” (o peggio “seduta di pulizia del viso”…e non vorrai far vedere ogni punto nero ai tuoi ospiti…vero?).

Una ripresa dal basso è decisamente troppo homemade, e anche in questo caso non abbellirà la silhouette del tuo speaker. Come non gioverà una camera che punta dall’alto verso il basso ad inquadrare il “taglio francescano” che sta sulla testa (ahimè) di molti uomini.

Per non parlare dello sfondo! Il post-it con scritto “regalo nonna” o peggio, qualche appellativo con cui chiamate il capo per ricordarvi di inviare quel report a fine mese, può essere molto utile a voi in ufficio, ma non è professionale (lo stesso dicasi del calendario con i gattini, la porta del bagno che si intravede dalla scrivania, la veneziana rotta sulla finestra, la macchinetta del caffè sporca, e così via).

L’audio poi: non voglio credere che non si pensi ad un microfono in un contesto B2B (vero?!). A meno che non ti piaccia l’effetto che produce il microfono integrato del pc (un misto tra “eco di montagna” e voce dell’interfono della stazione), dubito fortemente che le persone collegate apprezzino la scelta di un audio poco pulito.

Soluzione: utilizzare attrezzature professionali.

Molti nostri clienti ad esempio, hanno deciso di organizzare una Sala Webinar professionale dove abbiamo installato per loro uno sfondo ad hoc (con tanto di logo e, volendo, quello degli sponsor) e tutta la strumentazione audio e video adatta all’esecuzione della diretta.

In questo modo tutto fila liscio, e non si perde tempo a riordinare ogni volta sale riunioni e scrivanie di mezzo ufficio.

#4 Il relatore è un decerebrato

Qualsiasi cosa fai per far andare bene il tuo eventoshit happens.

Mi riferisco al relatore e alla cura che bisogna avere per sceglierne uno come volto del tuo brand durante un webinar.

Gestire i casini su un evento normale è difficile, ma quando poi si tratta di contesti digitali (dei quali lui o lei magari ne sanno poco o niente) ecco che scatta il PANICO.

È il classico caso del soggetto che appena si accorge di un dettaglio fuori posto si impappina, blocca il suo discorso e inizia a balbettare. Poi guarda disperato verso la regia e apostrofa il pubblico con “scusate abbiamo un problema tecnico, speriamo che lo aggiustino…”.

Non improvvisa. Non prosegue. Non sa gestire.

Il problema della gestione degli imprevisti è molto frequente durante i discorsi in pubblico (slide che mancano, vuoti di memoria, sonno in platea…), e diventa ancora più delicato se quella da gestire è la non-platea degli eventi online.

Si deve adottare un approccio molto più televisivo.

E come tale bisogna educare il relatore e avere a disposizione qualche trucchetto che normalmente si usa nelle più comuni regie.

Ad esempio la preparazione dei cosiddetti “tappi”, chiamati così in gergo tecnico: immagini precaricate con su scritto, ad esempio, “il webinar riprenderà tra pochi secondi” oppure “il webinar sta per iniziare”, e al centro un bel countdown che gira.

In questo modo si può evitare di mostrare l’impallidire dello scaltrissimo relatore e dare un senso di presenza al contatto dall’altra parte del tubo.

Altrettanto salvavita, è l’utilizzo della doppia telecamera. Se succede che l’abile comunicatore sul più bello si infila un dito nel naso come riflesso incondizionato, ecco che chi sta in regia switcha immediatamente da un’inquadratura all’altra, così da non far vedere a tutti la delicata ispezione.

#5 Non hai partecipanti

Perdona la schiettezza: ma pensavi davvero che orde di utenti si schiantassero gli uni con gli altri per accaparrarsi un posto al tuo evento?!

Se sì, complimenti per l’autostima.

C’è un iter promozional-informativo da seguire, che parte dall’attrarre potenziali nuovi partecipanti nel contenuto per loro più rilevante.

Articoli dove spieghi i dettagli di un tuo servizio, video tutorial, pagine social… tutto ciò che può fare drizzare le antenne ad un ipotetico nuovo lead deve essere speso sui tuoi canali comunicativi.

E quando la sua funzione “attira contatto” va bene si deve avere quello che oggi c’è di più prezioso nel mondo digitale: la sua email e la sua attenzione.

Landing page piazzate magistralmente qui e lì possono far crescere di molto la tua base contatti. Ma non ti aspettare che sia finita lì: questa deve essere mantenuta “calda”, e quindi sollecitata dai tuoi messaggi.

Per questo motivo l’invito al tuo evento dovrà essere corredato da contenuti utili per il destinatario e inviato più volte e su diversi canali.

#6 NON FAI FOLLOW-UP DEL WEBINAR

Oooooh, bene.

I partecipanti sono arrivati, hanno visto l’evento e anche la fase di sondaggio. L’evento è finito e ti puoi rilassare…eh NO!

Non è che adesso puoi “sfruttare” quel database di mail solo per i tuoi comodi.

Devi chiudere il cerchio della comunicazione, che non finisce con la fase di diretta. Il pubblico ama sentirsi coccolato e ama vedere che tu precedi le sue esigenze.

Ad esempio: un messaggio di ringraziamento lo farebbe sentire considerato. E se poi, al termine del webinar si domandasse “Dove posso rivedere i contenuti? E le slide? Posso averle?“. Supponiamo che il relatore l’abbia anche già detto durante il suo discorso ma che il partecipante fosse stato per un momento assorto per i fatti suoi (la distrazione è uno degli aspetti da tenere in conto, per questo ogni elemento che compone un webinar va curato come un bonsai!): ecco che un messaggio riepilogativo con all’interno descritte le indicazioni su dove trovare i contenuti proposti, sarà molto apprezzato dai tuoi utenti.

NB: questo non vuol dire necessariamente caricare il video della diretta e linkarlo nella tua mail. Anche perché, la percentuale delle persone che decidono di rivedere tutta la registrazione non è confortante, e generalmente in molti arrivano in media al decimo minuto (motivo in più per scegliere un servizio di webinar professionale, in modo da non dover testare nei primi 5 minuti di diretta con una serie di “mi sentite tutti”, “mi vedete bene”, “se non mi senti scrivi in chat” detti dal relatore).

I tuoi video puoi gestirli come vuoi TU, decidendo anche di “porzionarli” in pillole da condividere in futuro in nuovi spazi del tuo sito.

Così facendo, abbonirai la sua resistenza a leggere i tuoi prossimi messaggi d’invito, assicurandoti la sua attenzione sui tuoi prossimi appuntamenti.

#7 DEVI FARE IL MERGE DI PIÙ FOGLI EXCEL

Ed infine, ecco l’ultimo elemento su cui riporre attenzione.

Un aspetto che più di tutti mina la tua stabilità emotiva e la tua pazienza: l’utilizzo e l’analisi dei dati ricavati durante l’evento.

Se dovessi acquistare una comune piattaforma webinar a scaffale ti troveresti ad affrontare:

  • la lista dei partecipanti
  • la lista di chi si è collegato
  • la lista di chi era attivo
  • bla bla bla…

Mixare tutte queste info e poi accorparle nel tuo CRM ti farà come minimo stare in ufficio fino alle 9 di sera a pronunciare una serie di deliri e maledizioni su tutto il mondo informatico (senza contare che stai buttando via il tuo tempo in straordinari che il tuo capo, probabilmente, non ti pagherà!).

La cura? Che la piattaforma sia integrata con il tuo sistema di gestione del cliente.

Gli utenti che si sono registrati al webinar (e magari anche le loro statistiche) NON POSSONO stare da un’altra parte rispetto al CRM aziendale.

L’adattamento della piattaforma al sistema di gestione in uso è uno dei vantaggi più grandi che si possono avere in termini di tempo e qualità delle informazioni.

 

L’elenco è finito: spero che ti abbia aiutato a mettere in saccoccia molte info, che ti faranno disinnescare le bombe che potresti trovare sulla tua strada (per una completa protezione dovresti leggere la Guida Webinar).

Non dire che non sei stato avvertito.

Domande frequenti

Quali problemi possono rovinare un webinar B2B?

Quattro, e nessuno dipende dalla piattaforma che scegli: la piattaforma che si pianta, la connessione internet che cade, audio e video curati male e un relatore impreparato. In un evento B2B non è un intoppo che nessuno nota: è una figuraccia davanti a clienti e prospect, che se la raccontano per anni.

Cosa succede se cade la connessione internet durante un webinar?

Dopo 30-90 secondi di silenzio il pubblico se ne va, e riattivare la linea richiede sempre più tempo di quanto ne serva a esaurirgli la pazienza. La difesa è mettere in sicurezza la rete con attrezzature di ridondanza e backup — gli stessi strumenti che i professionisti usano per garantire la connessione in qualsiasi circostanza.

Come si evita che audio e video di un webinar facciano brutta figura?

Con attrezzatura professionale e un minimo di regia. Niente luce alle spalle del relatore (la telecamera lo scurisce fino a renderlo invisibile), niente lampade puntate in faccia né riprese dal basso, uno sfondo curato e soprattutto un microfono dedicato al posto di quello integrato del pc. Molti clienti allestiscono una sala webinar fissa per non rimontare tutto ogni volta.

La colpa di un webinar andato male è sempre della piattaforma?

No. Il «si pianta tutto» è l’unica situazione che dipende davvero dalla piattaforma; connessione, audio-video e relatore sono problemi tuoi, non suoi. Scegliere bene lo strumento è necessario ma non basta: la maggior parte dei disastri arriva da ciò che sta intorno all’evento, non dal software.

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