Quanto costa un webinar gratis: il conto nascosto dietro l'opzione gratuita

«Tanto lo faccio con Zoom»: quanto costa davvero un webinar «gratis»

Sì, si può fare. Poi però si conta.

Partiamo dall’ammissione onesta, perché è vera: sì, un webinar lo puoi fare con lo strumento di videochiamata che hai già, senza spendere un euro in più. Nessuno lo nega, e in diversi casi va benissimo così. Il punto non è se si può: è quanto costa davvero, quando il conto lo fai per intero.

Perché il prezzo del «gratis» non arriva in fattura. Arriva dopo, sotto forma di cose che non hai ottenuto: pubblico che non è entrato, contatti che non ti sei tenuto, un’impressione che non hai fatto. Voci che nessuno somma, e che proprio per questo pesano di più.

Le voci del conto che non vedi

Mettiamole in fila, una per una, così il «gratis» smette di essere un numero e diventa una scelta consapevole.

Voce nascostaCosa ti costa
Pubblico perso al downloadGli iscritti che non installano l’app e non entrano
Lista che resta altroveI contatti che non finiscono nel tuo CRM, o li recuperi a fatica
Brand di un altroUn’ora davanti ai tuoi clienti dentro l’interfaccia di qualcun altro
Nessuna integrazioneIl lavoro manuale di export/import, ogni volta
Nessuna regiaL’attenzione che cala perché non c’è nessuno dietro le quinte

A volte vale comunque la pena. A volte no.

Questo non è un articolo che ti dice «non usare mai lo strumento che hai». È un articolo che ti chiede di fare la somma prima di decidere. Se l’evento è interno, informale, tra colleghi, quelle voci pesano poco e il «gratis» è davvero gratis. Se il webinar è la faccia pubblica della tua azienda, davanti a clienti e prospect, quelle stesse voci diventano il conto più salato dell’anno — solo che lo paghi in pubblico che non torna, non in bonifico.

Noi la piattaforma la sviluppiamo in casa dal 2016 proprio per togliere quelle voci dal conto: web senza plugin (niente pubblico perso), modellabile (il tuo brand, non quello di un altro), integrata (la lista è tua). Se vuoi capire quando conviene e quando no, l’abbiamo scritto senza sconti in quando NON usare Zoom o Teams per un webinar.

E comunque, per farlo bene, un tecnico lo chiami lo stesso

C’è un pezzo del conto che quasi tutti dimenticano. Uno strumento di videoconferenza lo gestisci da solo, d’accordo. Ma un evento no. Nel momento in cui il webinar conta — clienti collegati, un relatore importante, una diretta che non può cadere — anche chi parte dal tool «gratis» finisce per chiamare qualcuno che gli faccia la regia, le prove, il backup. E lì il gratis evapora: paghi la licenza da evento e paghi il tecnico. Onestà contro il nostro interesse: anche noi costiamo. Ma se stai già spendendo per un tecnico che pilota un attrezzo generico, la domanda diventa perché non spendere — spesso lo stesso — per una piattaforma nata per gli eventi, gestita da chi l’ha costruita.

Il conto vero non è in fattura

Il resto delle voci nascoste lavora nello stesso modo: silenzioso. Il pubblico perso al download è conversione buttata dopo settimane di promozione. La lista che resta su un server altrui è lavoro commerciale rallentato. Un’ora di brand di un altro davanti ai tuoi clienti è un’occasione di posizionamento regalata. Nessuna di queste righe arriva col bonifico, ma tutte hanno un prezzo. Per un incontro interno e informale pesano zero, e il gratis è davvero gratis: te lo diciamo noi, a costo di non venderti niente. Per un evento pubblico e a marchio, invece, quelle stesse righe diventano il conto più salato dell’anno — solo che lo paghi in pubblico che non torna, non in fattura.

Perché te lo diciamo noi

Il conto del «gratis», quando arriva, lo abbiamo visto più volte: non è in fattura. In Primo Round progettiamo eventi digitali e webinar B2B dal 2012 e sviluppiamo in casa la nostra piattaforma dal 2016: quello che leggi qui viene da centinaia di dirette gestite per aziende enterprise, non dalla teoria.

Domande frequenti

Quanto costa organizzare un webinar?

Dipende dal formato, ma il costo vero non è solo il canone dello strumento: vanno contati il pubblico perso al download, i dati non integrati, la mancanza di brand e di regia. Un webinar «gratis» può costare più di uno fatto bene.

Conviene fare un webinar con uno strumento gratuito?

Per un incontro interno o informale, sì. Per un evento pubblico e a marchio, i costi nascosti (iscritti persi, lista non tua, brand altrui, nessuna regia) superano spesso il risparmio sul canone.

Cosa incide di più sul costo reale di un webinar?

Le voci invisibili: la percentuale di iscritti che non entra, il valore dei contatti che non finiscono nel tuo CRM e l’assenza di una regia che tenga alta l’attenzione. Sono le cose che decidono il ritorno.

Un webinar «gratis» con lo strumento che ho già è davvero gratis?

Per un incontro interno e informale sì. Per un evento che conta no: paghi in pubblico perso al download, lista non integrata, brand altrui e, quasi sempre, un tecnico che ti gestisce la diretta. Il conto arriva, solo non in fattura.

Vuoi saperne di più sulla nostra piattaforma per eventi B2B?

Te la mostriamo dal vivo, sul tuo caso reale: raccontaci il tuo evento e ti ricontattiamo per una demo, senza impegno.

ARTICOLI CORRELATI

ECCO UN ALTRO ARTICOLO PER TE

Leggi anche: cos'è un webinar e come funziona

Significato, come funziona e come organizzarne uno che non sembri una riunione.

Quanto costa un webinar gratis: il conto nascosto dietro l'opzione gratuita

Vuoi dare un'occhiatina ai nostri social?
Ci trovi qui.